CLASSIFICAZIONE INTERVENTI EDILIZI E TIPOLOGIE DI TITOLI ABILITATIVI

CLASSIFICAZIONE INTERVENTI EDILIZI E TIPOLOGIE DI TITOLI ABILITATIVI

Nuova disciplina della SCIA. La “semplificazione” della riforma Madia della pubblica amministrazione (Dlgs 222/2016), delinea un quadro aggiornato (in vigore dall’11 dicembre) di obblighi e di titoli abilitativi “massimi” che servono.


La “semplificazione” della riforma Madia della pubblica amministrazione (Dlgs 222/2016), realizza una codificazione delle attività delineando un quadro aggiornato (in vigore dall’11 dicembre) di obblighi e di titoli abilitativi “massimi” che servono; nel senso che a livello locale non si possono chiedere titoli abilitativi di maggior peso.


In fatto di edilizia i regimi amministrativi definiti dal provvedimento sono quattro:
- attività di edilizia libera;
- comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila);
- segnalazione certificata di inizio attività (Scia);
- segnalazione certificata di inizio attività (Scia), anche in alternativa al permesso di costruire; permesso di costruire.

 

Per quanto riguarda l’edilizia, l’elenco degli interventi realizzabili in regime di attività libera (e per i quali non serve la comunicazione di inizio lavori) comprende:
- installazione di pannelli solari e fotovoltaici a servizio degli edifici fuori dai centri storici;
- pavimentazione e finitura degli spazi esterni, anche per la sosta, entro l’indice di permeabilità;
- realizzazione di aree ludiche senza scopo di lucro;
- installazione di elementi di arredo nelle aree pertinenziali degli edifici.

 

Il restauro e il risanamento conservativo che non interessa le parti strutturali dell’edificio prevede la Cila, mentre per ristrutturazioni pesanti, interventi di nuova costruzione in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali, ristrutturazione urbanistica disciplinata da piani attuativi è ammessa la Scia alternativa al permesso di costruire e l’inizio dei lavori è fissato a 30 giorni dalla sua presentazione. Per la nuova costruzione di manufatto edilizio continua a servire il permesso di costruire.


Scompare inoltre il Certificato di Agibilità così come disciplinato dall' art. 24 del dpr 380/2001, in quanto il soggetto che ha presentato la Scia o che è titolare del permesso di costruire - in luogo della richiesta del certificato di agibilità - entro 15 giorni dalla fine dei lavori o presenterà un'ulteriore segnalazione certificata finalizzata ad autocertificare l'agibilità dell'immobile.


Per quel che riguarda le attività economiche (le tipologie censite sono 72) da ricordare la distinzione tra bar e pizzerie in zone tutelate (dove scatta il silenzio assenso più la Scia ma non serve l’autorizzazione) mentre nelle zone non tutelate è sufficiente la Scia unica. Così come un dato importante è la possibilità di avviare una media struttura di vendita solo con il silenzio-assenso entro 90 giorni (laddove fino ad oggi in alcune realtà serviva l’autorizzazione preventiva).


Sul fronte dell’ambiente la necessità di autorizzazione cade per situazioni apparentemente meno impattanti: dieci situazioni sottoposte a permessi diventano soggette a semplici comunicazioni (tra cui voltura dell’autorizzazione integrata ambientale in caso, ad esempio, di cessione dell’impianto; messa in esercizio dello stabilimento per le emissioni in atmosfera; smaltimento degli scarti alimentari trattati con dissipatore a livello domestico; valutazione previsionale del clima acustico per asili nido, scuole, ospedali, case di cura e riposo, parchi e abitazioni vicine ad autostrade; utilizzo agronomico delle deiezioni animali in allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti da piccole aziende agroalimentari, prima sottoposte ad autorizzazione stante il rischio rappresentato dai carichi di azoto e ammoniaca, prima da autorizzare).


Debuttano poi quattro situazioni di silenzio-assenso, prima sottoposti ad autorizzazione (modifica non sostanziale di impianti già in possesso di Aia o di Aua e utilizzo da parte dei consorzi di bonifica delle acque fluenti nei canali per usi diversi da quello irriguo, operazioni di invaso, sghiaiamento, sfangamento e manovra degli scarichi delle dighe).

 

DI seguito il link al Decreto:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/11/26/16G00237/sg

 

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Si provvede a precisare il regime edilizio delle opere temporanee, nonché le indicazioni normative di riferimento per i manufatti compresi in strutture ricettive all'aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti.

Di seguito si propone inoltre uno schema riassuntivo con la classificazione degli interventi edilizi, le tipologie di titoli abilitativi e l'onerosità degli interventi.

L’art. 52, comma 2, della L. 28/12/2015, n. 221, è intervenuto - modificando il Testo unico dell’edilizia di cui al D.P.R. 380/2001 - con una nuova disposizione relativa al regime edilizio dei manufatti temporanei.

A seguito della modifica legislativa - su una materia oggetto di diversi interventi da parte del Legislatore - si ritiene utile proporre un sintetico riepilogo delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione delle opere in questione.

 

REGIME EDILIZIO DELLE OPERE TEMPORANEE

Le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee (manufatti leggeri quali prefabbricati, roulottes, camper, case mobili, imbarcazioni, utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, o depositi, magazzini e simili) e destinate ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni, rientrano nell’attività edilizia libera realizzabile previa comunicazione al comune ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D.P.R. 380/2001.

Qualora i manufatti in questione - seppure comunque temporanei - non siano destinati ad essere rimossi entro 90 giorni, la loro realizzazione è viceversa soggetta al regime della SCIA, a meno che non rientrino nella previsione di cui all’ultimo periodo del punto e.5) dell’art. 3, comma 1, del D.P.R. 380/2001 (come modificato dall’art. 52, comma 2, della L. 221/2015), e quindi siano “ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, sotto quello paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore”.

Il tutto è così riassunto:

- Manufatto temporaneo da rimuovere entro 90 giorni: Attività edilizia libera previa comunicazione (CIL)

- Manufatto temporaneo da rimuovere oltre 90 giorni: Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)

- Manufatto non temporaneo: Permesso di costruire, salvo il regime regionale delle strutture ricettive all’aperto

 

MANUFATTI COMPRESI IN STRUTTURE RICETTIVE ALL’APERTO PER LA SOSTA E IL SOGGIORNO DEI TURISTI

Come accennato, l’art. 52, comma 2, della L. 221/2015 ha stabilito che non sono considerati interventi di nuova costruzione, e di conseguenza non sono subordinati a permesso di costruire, i manufatti leggeri, anche prefabbricati, e le strutture di qualsiasi genere quali roulottes, camper, case mobili, imbarcazioni, utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, o depositi, magazzini e simili, che siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, sotto quello paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore.

La disposizione in questione (articolo 3, comma 1, lettera e.5), del D.P.R. 380/2001) - che come accennato è stata modificata dalla L. 221/2015 - era stata in precedenza oggetto di valutazione da parte della Corte Costituzionale, a seguito degli interventi operati da parte prima del D.L. 69/2013 (Decreto del Fare) e successivamente del D.L. 47/2014 (Piano Casa Renzi).Si ritiene pertanto utile fornire di seguito una ricostruzione storica del testo in questione, per meglio chiarire la successione delle norme.

 

D.P.R. 380/2001 - ARTICOLO 3

1. Ai fini del presente testo unico si intendono per:
(Omissis)
e) “interventi di nuova costruzione”, quelli di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie definite alle lettere precedenti. Sono comunque da considerarsi tali:
(Omissis)

 

TESTO PRECEDENTE AL D.L. 69/2013 - VIGENTE FINO AL 22/06/2013

e.5) l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee.

 

TESTO MODIFICATO DAL D.L. 69/2013 - VIGENTE DAL 22/06/2013 AL 27/05/2014

e.5) l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee ancorché siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all'interno di strutture ricettive all'aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti.

 

La modifica in questione - introdotta dall’art. 41, comma 4, del D.L. 69/2013 (Decreto del Fare) è stata impugnata dalla Regione Veneto, sostenendo che fosse in contrasto con l’art. 117, commi 3 e 4, Cost., sottraendo illegittimamente tali interventi alla competenza delle Regioni, in specie in materia di turismo.

Con la Sentenza del 24/07/2015, n. 189, la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso, dichiarando l’illegittimità costituzionale della modifica normativa.

 

TESTO MODIFICATO DAL D.L. 47/2014 - VIGENTE DAL 28/05/2014 AL 01/02/2016

e.5) l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee e salvo che siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all'interno di strutture ricettive all'aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti.

 

Il D.L. 47/2014 ha dunque in seguito sostituito la parola “ancorché” con le parole “e salvo che”. Con l’introduzione di tale modifica, che ha sovvertito integralmente il senso della norma impugnata, è stata ripristinata la competenza legislativa regionale per detti interventi.

Pertanto la precedente previsione dichiarata incostituzionale è rimasta in vigore dal 22/06/2013 al 27/05/2014, mesi durante i quali tale disposizione ha trovato applicazione.

In altri termini, l’illegittimità costituzionale dichiarata dalla Corte con la Sentenza del 24/07/2015, n. 189 ha colpito unicamente il testo vigente nel periodo intercorso tra il 22/06/2013 (data di entrata in vigore del D.L. 69/2013) ed il 27/05/2014 (giorno precedente alla data di entrata in vigore della L. 80/2014, di conversione del D.L. 47/2014).

Durante tale periodo, l’art. 3, comma 1, lettera e.5) del D.L. 380/2001, va di conseguenza letto nel testo precedente alla modifica apportata dal D.L. 69/2013 riportato in precedenza.

 

Si veda in proposito anche la precedente pronuncia della Corte Costituzionale 22/07/2010, n. 278 (Permesso di costruire per mezzi mobili di pernottamento e strutture all'aperto - C. Cost. 278/2010).

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